sperimentazione PHP, tecnologia, Linux, retrogames, e pensieri sparsi

Nuovo layout (e barra) di Google

Da dicembre è possibile abilitare la nuova visualizzazione della home di google.

Dove è presente una nuova barra, molto più funzionale dell’attuale barra nera.

A me piace, un ottimo lavoro del team di Google.

Per abilitare la barra, come è successo per Youtube, bisogna inserire un cookie sul browser.

Si può fare sia con Chrome che con Firefox.
1. Andate prima nella pagina di google www.google.com

2. Per Chrome basta attivare la modalità sviluppatore, andare in console ed eseguire la riga che trovare sotto.
Se usate Firefox, dovete avere Firebug, attivare la console e lanciare la riga.
Il cookie viene creato per il dominio “com”, la versione italiana non è ancora pronta (al momento in cui scrivo questo post).

3. aggiornate la pagina, setutto è andato bene, avrete il nuovo layout attivo.

document.cookie="PREF=ID=03fd476a699d6487:U=88e8716486ff1e5d:FF=0:LD=en:CR=2:TM=1322688084:LM=1322688085:S=McEsyvcXKMiVfGds;domain=.google.com";

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Individuare facilmente IE da javascript

Anche se siamo nel 2011 e di acqua sotto i ponti nel mondo dei browser ne è passata, c’è sempre il solito problema (da quando esite internet e javascript) di individuare quale sia il browser in uso dall’utente. Questo perché ogni browser ha le sue particolarità che costringono a scrivere del codice specifico in modo da far avere la stessa esperienza di navigazione all’utente.

Questo vale soprattutto nel caso di Internet Explorer.

Per individuare velocemente IE basta usare questa espressione:

var ie = (document.all) && (!document.opera);

La parte “document.opera” è obbligatoria per mantenere la compatibilità con quelle versioni del browser Opera che, credendo di fare una buona cosa agli sviluppatori javascript, ha cercato di imitare IE proponendo il document.all.

Da quel momento tutti gli script che si basavano sul verificare l’esistenza di “document.all” fallivano miseramente se eseguiti su Opera, lo script credeva di girare su IE invece che su Opera.

Usando l’espressione completa si evita questo problema.

Attenzione!! Se ti serve capire quali sia le caratteristiche attive sul browser, quando possibile cerca di identificare le caratteristiche e non il browser.

Se vuoi conoscere il supporto per l’audio HTML5, non verificare il tipo di browser ma se il tag audio è disponibile (aka creabile).

Si può fare un check con un sola riga (esempio derivato da Modernizr):

var hasaudio = !!document.createElement(‘audio’).canPlayType;

Per un chek più dettagliato sulle caratteristiche HTML5/CSS3 ci viene in aiuto Modernzr http://www.modernizr.com/

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Tra poco tutte le app di Facebook sotto SSL

Manca poco alla scadenza del 1 di ottobre, scadenza imposta da FB a tutti gli sviluppatori che hanno app oppure tab.

In pratica ogni cosa che su Fb funziona tramite “canvas” dovrà essere obbligatoriamente ospitata su di un server protetto SSL.

Dal 1 ottobre tutte le app/tab non protette non saranno più visibili.

La scelta, secondo i vertici di FB, è obbligatoria per garantire il massimo della sicurezza agli utenti ed a FB stessa.
In realtà quello che succederà sarà l’estromissione di tutti quelli sviluppatori che non possono o non vogliono spendere ancora più soldi per avere un hosting SSL

Di solito gli hosting condivisi “economici” non prevedono un certificato, ma spesso per averlo è necessario sottoscrivere un piano più costoso.
Inoltre, anche se è possibile acquistare un certificato economico, non è detto che il proprio hoster permetta la configurazione del certificato sul proprio spazio.

Per chi è fortunato, è possibile che il proprio spazio sia raggiungibile sia tramite il dominio principale che da un dominio secondario fornito dall’hoster per accedere al sito prima della registrazione.
Di solito questo dominio appartiene all’hoster e già prevede il certificato SSL in versione wildmask (ciò per tutti i sottodomini).
Per esempio mediatemple fornisce appena acquistato lo spazio un indirizzo temporaneo (p.e. miosito.mediatemplesite.net) che può essere utilizzato su FB perché è associato ad un certificato (wildcard).
Per testare se il certificato è attivo provare sul browser ad inserire l’indirizzo temporaneo usando https. Se la pagina viene caricata correttamente significa che il certificato è funzionante. Se invece appare una scherma che invita a verificare il certificato ed a confermalo, signicato che il certificato è stato autogenerato e non è utilizzato per FB.

Se non l’indirizzo temporaneo non esiste oppure non ha un certificato SSL, per i tab è possibile utilizzare un app che supporta già la connessione protetta.

Static html: iframe tab” è un’app gratuita che una volta aggiunta alla vostra pagina vi permette di creare un tab in formato HTML senza il bisogno di ospitare la pagina sul vostro sito. (un po’ come funzionava il vecchio static FBML)
L’utilizzo è gratis, e come indicano sulla pagina, non vengono aggiunti banner ai tab che andremo a creare.
Per creare più tab è necessario aggiungere le app con numerazione successiva, come indicato sul sito.

Da pochi giorni è disponibile una nuova alternativa, quando si crea un’app FB chiede se si vuole usare un “provider”.
La scelta possibile ora è di solo 1 provider: Heroku.
Si tratta di un fornitore di “spazio” in tecnologia cloud che permette di ospitare le proprie app e tab già configurati per l’uso su FB.
Prima di accettare controllate i prezzi.
Come tutti i fornitori cloud il prezzo è modulato sul numero delle risorse che si intende utilizzare.
Una nota, l’app “Static hmtl” è ospitata proprio da Heroku. (come è piccolo il mondo)

Da tutto questo casino sugli SSL, per fortuna, non ci sono modifiche e l’obbligo di una connessione protetta per FB Connect.

Sarà però obbligatorio utilizzare i nuovi SDK Javascrip e PHP, in modo da passare all’autenticazione in OAuth 2.0.

Ecco la roadmap di FB: http://developers.facebook.com/roadmap/

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Google+ API per tutti

Dopo un lungo periodo di sperimentazione Google ha attivato per tutti gli sviluppatori le API per accedere a Google+.
Ma la scelta della grande G è stata quella di attivare solo una minima parte delle funzioni, in attesa di raccogliere feed e (molto probabilmente) consolidare la parte più delicata di integrazione con la piattaforma.

Da oggi è possibile, tramite le API, solamente consultare la public timeline. Significa accesso in sola lettura solo ai feed pubblici.

Ecco un stralcio della mail:
“Today, we’re launching the first of the Google+ APIs. This initial API release is focused on public data only — it lets you read information that people have shared publicly on Google+. Read our blog post for more details.”

Sul loro blog, maggiori dettagli: http://googleplusplatform.blogspot.com/

Come tutte le API di Google, ci sono dei limiti. In questo casi si parla di “courtesy limit” che significa 1000 query/giorno.
L’accesso alle API avviene tramite OAuth2 o chiave API (da richiedere tramite il classico pannello developer già in uso per tutte le altre API di Google)

Come dicono loro, chiudo con…
Happy coding!

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Seguire in diretta via webcam l’urgano Irene

Dal sito di Class Meteo (Weather channel) è possibile avere le ultime notizie sull’urgano.

Inoltre è presente una cartina (google maps) che illustra il percorso dell’uragano,  dove sono presenti vengono indicate con i link delle webcam che permettono di seguire in diretta l’evolversi della situazione.

E’ tecnicamente un buon mash-up che sfrutta quello che esiste ora per creare un “servizio”.

La pagina di Class Meteo:

http://classmeteo.weather.com/classmeteo/opencms/it/news/evidenza/20110822_Irene.html

Il link diretto alla cartina con percorso e webcam:

http://maps.google.it/maps/ms?msa=0&msid=202887246886819700935.0004ab28382f74bdf0045&ie=UTF8&t=h&vpsrc=6&ll=30.448674,-72.158203&spn=22.63286,52.646484&z=4&source=embed

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Apple non funziona solo grazie ad una persona

L’abbandono di Jobs come AD (e forse) figura predominante all’interno della società ha aperto gli occhi al mondo intero che pensava ci fosse solo lui dietro al successo della Apple.

Sicuramente molto di quanto è stato fatto è grazie alla sua visione ed alla sua lungimiranza (come è stato per il lancio dell’ipod e dell’ipad).

Ma oltre a Jobs ci sono figure professionali che hanno contribuito in modo predominante alle scelte aziendali, grazie al loro talento allo stesso livello del “capo”.

Ora Jobs continuerà a fare il presidente, ma tutti pensano ad un ruolo di pre-pensionamento.

Al timone della Apple passa Tim Cook. Una delle figure meno conosciute al di fuori di Apple, ma sicuramente uno dei personali “ombra” che hanno reso Apple e Jobs un marchio ed un modo di vivere.

Tim viene considerato “credele” in quanto, come si racconta, che lavora sempre e prentende anche dai suoi collaboratori la sua stessa dedizione.
Tanto per capirci, una delle sue scelte è stata quella di spostare la produzione (negli anni 90) dall’america alla cina. (da dove oggi arriva l’iphone e tutti gli altri apparecchi)

Un altro personaggio importante è Michael Dhuey che ha rilasciato un’interessante intervista in cui racconta la paura che hanno i dipendenti Apple nel salire in ascensore con Jobs.
Da leggere. http://venturebeat.com/2011/08/25/michael-dhuey-apple-engineer/

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google+ per ora solo geek

Da qualche giorno il progetto social di google ha aperto le sue porte ad un numero “ristretto” di utenti.

Già prima dell’apertura si sono viste in giro le prime foto dell’interfaccia che, come sarà capitato a tutti, ricordava per molto aspetti facebook (il rivale).

Ma solo dopo avere provato google+ si scopre che l’esperienza è parecchio differente.

Cambia molto la filosofia di condivisione che sta dietro ai due social.

In facebook si entra per gli amici mentre google+ è pensato (anche) per un utilizzo più ampio, includendo un discorso di condivisione delle informazioni con concoscenti o con il mondo (senza troppe distinzioni)

Uno dei punti di forza del progetto sono gli  hangouts (videoritrovi). Un ottimo sistema di videochat basato su di una tecnologia (p2p) open acquisita da Google. (sui sta aspettando l’approvazione dei brevetti)
Per i geek non c’è nulla di nuovo, ma il suo vantaggio è la semplicità, si clicca sul tasto si invitano gli amici ed il gioco è fatto.

Sembra che presto anche FB avrà questa funzionalità (o qualcosa di simile) grazie al nuovo accordo con Skype. Tempo fa MS aveva detto che avrebbe integrato la piattaforma di videochiamata in modo nativo in ogni Windows. (spero non prendano la stessa cantonata presa da quelli di Ebay)

Ma se arriva google+ che fine fa facebook? Per ora la risposta non così scontata, non è detto che i due si possano riempire due settori in contatto ma non completamente sovrapposti.

Come scritto in un brillantissimo articolo di Scoble: “google+ non è per mia mamma” (link originale: http://scobleizer.com/2011/07/01/why-yo-momma-wont-use-google-and-why-that-thrills-me-to-no-end/) (articolo tradotto da Tagliaerbe http://blog.tagliaerbe.com/2011/07/google-plus-un-social-per-pochi.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+tagliaerbe+%28Tagliablog%29&utm_content=FriendFeed+Bot)

Se volte ad ogni costo entrare su g+ sappiate che manca ancora moltissime funzioni, per me fattori chiave per il successo di FB. Mancano le app e di conseguenza i giochi (anche se è da più di un anno che si parla di partnership con la Zynga per i gooogle+ games). E mancano anche le pagine personali e di di prodotto, utili ai marchi ed aziende per sponsorizzare le proprie iniziative.

L’impressione di questi giorni, entrando in g+, è quella di essere in una beta (loro la chiamano “field trial”) sempre in attesa dell’attivazione delle funzionalità mancanti. Forse quelli di google vogliono stare molto attenti ed ascoltare con attenzione i feedback degli utenti per scongiurare un nuovo fallimento come successo in passato per wave e buzz.

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Problemi con lo sharer di Facebook

Da ieri (09/03) la pubblicazione tramite sharer.php non funziona più correttamente.

Aggiornamento (11/03) il problema è stato risolto ed il bug chiuso.

Appena il problema è diventato di dominio pubblico qualcuno ha cominciato ad ipotizzare un abbandono del sistema da parte di Facebook, in favore del graph api e di conseguenza la necessità di appoggiarsi ad una applicazione. Oppure, in alternativa, utilizzare il nuovo “like” potenziato.

Per chi lo so sapesse, la funzione sharer.php è una delle poche REST API rimaste in FB che permettono di pubblicare su FB un post.
Nella maggior parte dei casi viene utilizzato per segnalare un sito o un articolo (il classico tasto share FB) , post che finisce direttamente nel proprio wall e che tutti possono leggere e commentare.

Dopo diverse segnalazioni sul bugtracker di FB, gli sviluppatori hanno cominciato a rispondere.
Per fortuna lo sharer.php rimante vivo e vegento, in caso contrario migliaia di siti sarebbero costretti a modificare i propri script.

Il bug è stato confermato ed in attesa di soluzione. Si può seguire l’esito direttamente da bugzilla:

http://bugs.developers.facebook.net/show_bug.cgi?id=15706

Oppure dalla pagina sullo stato di saluti di FB:

http://developers.facebook.com/live_status

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In regalo 1GB per Dropbox

Grande regalo da Dropbox, chi partecipa e conclude la quest ha in regalo per 1gb per il proprio spazio. (50% in più dei soliti 2gb di base)

La quest è composta da una serie di domande ed indizi in alcuni casi particolarmente difficili. (a meno di non essere allenati a questo genere di quiz)

In alcune situazioni si dovrà cercare le risponste direttamente dal forum di dropbox, o addirittura dover creare una condivisione nel proprio spazio per ottenere il nuovo indizio.

C’è da dire che si tratta di una quest molto ben congeniata e intrigante.

Per fortuna, per chi è pigro ma vuole lo stesso il giga in omaggio, su internet si possono trovare guide con le soluzioni ai quiz, che seguite passo passo permettono di ottenere con facilità il malloppo.

Io ho trovato molto ben fatta la guida proposta da Gioxx, qui vi propongo un primo estratto ed il link per la soluzione completa.

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Cosa installare su Ubuntu Maverick 10.10 in alternativa al software Windows

Ubuntu è un’ottima distribuzione, si installa facilmente e praticamente tutto l’hardware PC viene riconosciuto facilmente.
Dopo l’installazione del sistema ci troviamo con già parecchi programmi utili ad utilizzare il computer.
C’è il browser internet, il programma di posta, il sistema di messaggistica (sia instant che social) ed anche un po’ di giochi.
Ma se volessi installare più roba, trovare un programma più completo o che ha funzioni particolari?
Beh, l’utente medio Windows non ha difficoltà perché i nomi dei vari programmi si conoscono abbastanza bene.
Invece nel mondo Ubuntu (o linux) diventa più difficile sapere cosa cercare.
In Ubuntu 10 è presente un ottimo sistema di installazione/aggiornamento che permette di ricercare dai vari repository tutti il software disponibile per questo sistema. (tranne qualche eccezione presente solo in Launchpad, ma facilmente integrabile nel “software center”)

Per esempio a me serviva un programma di grafica sulla falsa riga di Photofilter (presente su Windows), ma senza dover installare il massiccio GIMP.

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