sperimentazione PHP, tecnologia, Linux, retrogames, e pensieri sparsi

curiosità

Talladega superspeedway casino

La gara Nascar di questa domenica è stata piena di adrenalina.

Per chi ha potuto seguirla già dai primi giri si poteva intuire come sarebbe andata a finire.
Dopo il primo grosso incidente che ha messo fuori gioco diversi piloti tra cui il grande Jeff Gordon, si è arrivati all’epilogo dell’ultima curva.

Per chi non conosce questo sport americano, magari avrà visto “Day of Thunder”, beh questa gara, per certi aspetti, è stata parecchio simile a quello che nella finzione del film si è cercati di ricreare.

Nel superspeedway di Talladega, Carl Edward (che era primo) se l’è vista brutta. Al’ultima curva il giovane Keselowski (che l’ho inseguiva) lo ha aiutato a “sbandare” con il tocco sul posteriore (simile a quello che fanno le auto della polizia per far sbandare i criminali).

Il tocco, se pur leggero ed anche grazie ad una “furbata” di Edward che cercava di chiudere la strada all’altro, ha generato un incidente spettacolare e spaventoso, che per fortuna non ha fatto nessun danno ai piloti.

La macchina di Edward ha preso letteralmente il volo e si e scontrata con una che lo seguiva. Successivamente ha sbattuto violentemente contro le protezioni della pista.
Questo scontro ha fatto staccare dei pezzi dalla macchina che hanno ferito leggermente alcuni spettatori.

Alla fine Edward, con le sue gambe, ha attraversato il traguardo, come per dire “sono arrivato lo stesso”.

Ecco il resoconto della gara da Speed TV, consigliato da vedere a chiunque ami gli sport motoristici:

http://www.speedtv.com/video/popup/?bcpid=1336737893&bclid=595223643&bctid=21108618001

Creative Zen fa la musica più muu!

imageCose incredibili. Però è vero. La Creative produrrà i nuovi Zen Moo.

I primi lettori MP3 a forma di mucca.

Sicuramente anche in Italia avranno un grande successo di pubblico. Un pubblico trasversale (come si dice oggi) che va dal bambino fino all’adulto.

Se Creative avrà ragione presto altre società seguiranno il filone e ci troveremo con lettori MP3 dalle forme più disparate.

Un consiglio, non fate vedere troppo in giro questa notizia, sennò poi sarete costretti a dover cercare in giro lo Zen per regalarlo a Natale.

Hacked! un nuovo aggeggio per il geek che non vuole passare inosservato

Idea magnifica quella di Hacked! Attaccalo al portatile mentre lavorate in giro (treno/bar/mensa/sauna/bungee jumping/etc) e tutti ti guarderanno .

Ecco la foto, che descrive facilmente l’aggeggio.

hacked_648

Veramente di grande effetto avere ’sto cavetto penzolante dal portatile, con i cavi scoperti!

Chi vi vedrà penserà sicuramente ad una vendetta della vostra moglie/fidanzata/madre che non vi vuole vedere sempre "attaccati" al computer e per vendetta vi ha tagliato il cavo dell’hd portatile. (a me è successo)

Il "cavetto" hacked! è una grandiosa proposta di design di Windell Oskay. In realtà si tratta di una penna USB da 2GB camuffata da cavetto reciso. Utile e di effetto.

Notizia presa dal sito originale.

iPhone, l’applicazione che non deve mancare sul nostro telefonino Apple

imageE’ passata già una giornata da quando anche in Italia è possibile avere un iphone 3G.

Lascio i commenti sul prodotto a chi l’ha comprato. Sicuramente il classico HW da geek oltre che il fascino che "infonde" ogni prodotto targato Apple.

Ecco che su internet ho scovato l’applicazione che sicuramente ogni possessore di iPhone deve avere installata.

Credo che una volta provata non ne potrebbe più fare a meno.

La foto vi può già dare un’idea sulla qualità dell’applicazione che sfrutta appieno le caratteristiche del vostro melafonino.

Qui trovate il sito del creatore, con istruzioni e video dimostrativo. Il sito è in giapponese. (tradotto con google)

La notizia arriva da TokyoMango.

* sembra che in Giappone l’abaco sia ancora un strumento molto utilizzato ed apprezzato. (da noi un po’ meno)

Chi deve comprare un antivirus? AntiVir lo sa!

Uso ormai da tanto tempo AntiVir dell’Avira, un ottimo antivirus che per uso personale è gratuito. Tra le sue caratteristiche spiccano l’elevato numero di virus, worm ed altri programmi malevoli individuati (anche se con alcuni falsi-positivi) ed una velocità di scansione molto buona, questo è un bene perchè così non appesantisce troppo il computer. (chi ha Norton sa cosa intendo)

Ad ogni aggiornamento, ed oramai sono abituato,  l’antivirus si fa autopubblicità: "essì sono gratis, ma se mi vuoi comprare questo mi fa piacere"
E di aggiornamenti ne arrivano praticamente 1 al giorno.

La pubblicità non invita solo all’acquisto ma pubblicizza la versione "premium" che contiene la protezione mail, l’antispaware ed altre protezioni.

La pubblicità di oggi (trovate l”immagine qui sotto) invita (secondo me) all’acquisto una categoria specifica di utenti.

image

 

Tanto per giocare, provo a fare una analisi sulla "confezione", che sembra richiamare l’attenzione di tutti i signori di 50+ anni che lavorano, probabilmente, in un ambiente professionale (ufficio) o comunque dei professionisti anche autonomi che usano il computer per lavoro (questo è una conseguenza in quanto è praticamente impossibile trovare ancora un lavoro in cui vai vestito elegante e non usi almeno il computer per le email).
Mancano però qualsiasi elemento di "tecnologia" come un telefonino o un portatile. Inoltre il signore ha un espressione come di sollievo e la postura (a me) trasmette un senso di "arrendevolezza" (braccia a penzoloni e spalle basse) a qualcosa che per lui è troppo gravoso o un peso di cui non vuole farsi carico.

Il messaggio che sembra trasparire è: "tu che, magari ci hai provato, ma che alla fine del computer non ci capisci molto e soprattutto hai già beccato un virus, ora ci siamo noi, installa il nostro programma che ti togliamo la fatica di dover pensare alla protezione del tuo computer".

Sarebbe la prima volta che vedo un metodo così su di una "scatola" (anche virtuale) di un antivirus. L’unica scatola con il "faccione" che ricordi è quella del Norton, dove però lì era presente il mitico dottore, antisignano di Giovanni Rana e dei suoi discepoli.

Inoltre, aggiungo io, potrebbe anche essere un modo di vendere di più, puntando ad un pubblico "maturo" e cosciente che per ottenere un "servizio" (la protezione del computer) è necessario pagare (anche se scritto così sembra parli del "pizzo"). Sicuramente un pubblico lontano dalla logica dei "ragazzini" abituati ai p2p dove tutto è gratis. (generalizzando, ovviamente)

Da notare che la versione "Security Suite", in pratica con l’aggiunta dell’antivirus, ha sulla "scatola" un tipo dall’atteggiamento più sgamato, mano in tasto e più giovane. In questo caso il messaggio sembra: "tu che sai quello che vuoi allora prendi noi". (molto più classico)

Cmq se cercato un buon antivirus per il vostro computer di casa vi consiglio l’Antivir di Avira.

Perché Google ha cambiato icona. Ora si pente e chiede aiuto alla comunità?

Ormai è un po’ di tempo da quando "magicamente" google ha deciso di cambiare l’icona ed io, come tutti noi, me la sono ritrovata automaticamente sul browser.

Ma appena l’ho vista ci ho messo qualche secondo prima di riassociarla a google e soprattutto a capire cosa fosse.

A mio parere è una brutta favicon. In pratica loro, invece di usare la big G di una volta, hanno preferito usare la g in corsivo (la 4a lettera del logo.
Alla fine il risultato è stato quello di avere una sorta di lettera sghemba poco riconoscibile da sola (invece la favicon dovrebbe servire proprio a richiamare subito alla mente il sito), per via degli occhielli che la rendono simile (se uno non ci fa attenzione) alla f corsiva (scritta in modo stiloso) oppure ad un otto tutto storto (con il mal di schiena?)

Beh non mi piace, e neanche una buona parte di internet la trova bella.

Nella rete, appena è stata cambiata la favicon, è subito scattato un proliferare da parte dei blogger sulle motivazione che avevano portato a questa scelta. Forse google si apprestava a cambiare completamente la grafica del sito, oppure erano previste novità tecnologiche ed altre pensate più o meno credibili.

Ma la risposta si trova sul blog ufficiale della G, con un post della Mayer (vice-presidentessa prodotti per la ricerca e "servizi" per gli utenti aka user experience) si viene a scoprire che in googleplex era scattato da diverso tempo una ricerca al rinnovo dell’icona. (la favicon vecchia ha già 8 anni e mezzo!)
I motivi principali di questo cambiamento erano quelli di poter trovare l’icona giusta per ogni nuovo media su cui ora si possa consultare google. Un icona per il browser, un’icona per l’IPhone ed un’altra per gli altri dispositivi mobili.

image

Sempre dal post si scopre che la favicon che ora vediamo su google è stata selezionata tra oltre 300 proposte. (che potete trovare sul blog)

Cmq alla fine del post scrive (traduzione libera): "…noi apprezziamo i vostri suggerimenti, e se avete qualche idea da proporci, ti chiediamo di spedircela…"

Questa è solo una mia opinione, ma ho il dubbio che a googleplex si siano accorti che la favicon non ha trovato l’apprezzamento della rete ed ora vogliano provare a vedere se ci sono altre proposte magari più "popolari".

Beh non siamo ormai in pieno periodo 2.0? Giusto usare la rete secondo la sua vocazione principale: "network collaborativo"

Se anche voi avete una vena creativa potete cimentarvi nel creare una favicon per google, ma come scrivono loro senza alcuna garanzia e senza che ci sia nessun premio in palio. (forse il "vincitore" otterrà una stretta di mano da Page <- questa è inventata)

Ricordate che secondo le loro indicazioni la favicon deve essere 16×16, è richiesto di inserire almeno una lettera del logo, utilizzare i colori principali del logo (magari scartando il giallo che si vede poco ed il rosso che evoca "errore"), e soprattutto l’icona deve essere progettata perché si veda bene su più dispositivi. (anche se lavorando a 16×16 pixel la vedo una richiesta po’ assurda, ma google è sempre google)

Io, preso dalla spirito di provarci ho realizzato due icone, voi che cosa ne pensate?

image

Se anche voi avete manie di icon designer allora inviate le vostre favicon a google.

Restaurato il più antico robot orientale

image Nel lontano 1928 nasceva il primo robot costruito in oriente, e dove potevano costruirlo se non in Giappone, la patria dei robot!

Dopo 80 anni, nel museo di Osaka è possibile rivedere una ricostruzione fedele all’originale, originale andato perduto molti anni fa.

Il robot, che ricorda per certi aspetti Budda, venne chiamato "Hok Rita", o più ufficialmente "Gakutensoku", venne costruito dal professor di biologia Makoto Nishimura.
Si trattava di un automa di ben 3,2 metri che eseguiva movimenti, cambiava espressione facciale e muoveva gli occhi, costruito per commemorare il nuovo imperatore di Showa.
Stiamo parlando di un periodo così remoto che in Giappone non si indicava questa "macchina" come "robot" ma con il termine di "golem". La parola robot era nata solo pochi anni (articolo wikipedia su robot).

In mano il "robot" ha una "fiaccola" che rappresenta la luce dell’ispirazione e nell’altra la penna che rappresenta la creatività umana.

Tecnicamente "Rita" (per gli amici) è un ottimo esempio di robotica antica. Si tratta principalmente di una "macchina" da intrattenimento non interattiva ma che per l’epoca avrà affascinato per ore la gente.

image

Il meccanismo principale era una ruota a tamburo che girando attivava i meccanismi ad aria per far muovere le diverse parti del corpo: viso, occhi, braccia.

 

Grazie all’uso dell’area compressa i movimenti risultavano molto fludi.

Nella versione restaurata la ruota è stata sostituita da un computer che cerca di riprodurre fedelmente tutti i movimenti.

 

Dal sito di Robot Watch sono presenti dei piccoli video per vedere in movimento Rita:

 

Per saperne di più potete guardare l’articolo di RobotWatch in giapponese oppure tradotto.
Questa è la pagina del museo di Osaka, con informazioni e foto storiche di Rita.

Peccato sia così lontata da noi, perché una visita ne varrebbe veramente la pena.

Intanto in Giappone pensano che si tratti del robot più antico mai costruito in oriente, ma in realtà esiste un qualcosa di più antico costruito in occidente?
Intendo un robot decente come questo e non un insieme di rotelle che girano facendo ticchettii. Cercando nella rete non ho trovato nulla.

Qualcosa che si avvicini di più a Rita sono le macchine "fortune teller", i pupazzi che si muovevano e parlavano presenti nei lunapark per predire il futuro.

Justice con DVNO, ottimo video stile anni 80

Oggi girovagando per i canali tv analogici superstiti ho scoperto un ottimo video anni 80 che passava su ReteAll(Music).

Si tratta della nuova canzone DVNO dei Justice.

Il video con la scusa di visualizzare alcune parole o frasi della canzone, ripropone vecchi loghi ed animazioni degli anni 80.

La tecnica con cui è stato realizzato il video è veramente ottima, soprattutto perché la “qualità” ricorda molto le imperfezioni che in quegl’anni era impossibile evitare. Colori “saturati”, grafiche animate che volevano ricreare la grafica computerizzata (ma che invece erano più spesso realizzate a mano), e soprattutto una “grana” del video scarsa che rende la visione leggermente sfocata.

Sono rimasto molto colpito dal risoltato del loro video veramente bello. Molti dei loghi che vengono “ricreati” danno quella sensazione di dejavu, sicuramente nella rete ci sarà qualche pazzo che cercherà di indovinarli tutti.

Ma chi sono i Justice? Sono un gruppo francese che ha la pagina su myspace.

Sono diventati famosi, al grande pubblico, grazie alla canzone D.A.N.C.E. (sul genere dance ed elettronico). Stanno per preparare una tourné e verranno anche in Italia a giugno. (se sei interessato informati prima sul loro sito, non è detto che le date cambino)

 

Kyle Bean, opera geniale, la fusione di due epoche

image Riporto un bel post che ho trovato su Futuro Prossimo, in cui ho scoperto una geniale opera (o esperimento) di design che riesce ad esprimere perfettamente il “disagio” tecnologico di questo momento.

Il designer inglese Kyle Bean ha “costruito” un portatile partendo da un libro. (sicuramente la foto è più semplice da capire rispetto alla mia spiegazione)

Vi consiglio la lettura dell’articolo di Futuro Prossimo, la tematica è più profonda di quello che potrebbe sembrare.

Io la condivido in pieno.

(note: foto presa da Yanko Design)

In Giappone un parcheggio tecnologico per biciclette

Incredibile il Giappone, un paese che ogni giorno riesce a sorprendere.

Anche se da loro questa cosa è ormai la norma, per me in Italia, si tratta di una cosa spettacolare.

In Giappone poi parcheggiare la tua bici in un parcheggio altamente tecnologico.

Si tratta di un sistema di “stoccaggio” di bici completamente robotizzato. Un braccio meccanico prenderà in carico la tua bici e la andrà a depositare (si spera intera) in una delle tante celle disponibili all’interno di un parcheggio sotterraneo.

Questo sistema ha due vantaggi, il primo è l’estrema sicurezza che difficilmente ti potranno rubare la bici, ed utilizzando un sistema così organizzato ed ordinato è possibile tenere molte più bici che in un parcheggio normale.

Il suo funzionamento è semplicissimo, e molto affascinante, per riprendersi la bici basterà utilizzare il classico biglietto (in stile parcheggio della macchina) inserirlo nella macchina e lei saprà come e dove recuperare la tua bici. Sempre il braccio meccani te la riporterà fuori dai box sotterranei.

Secondo l’articolo il parcheggio può contenere fino a 9400 bici. Per avere indietro la bici basta aspettare 23 secondi. (veramente poco, basta pensare quanto ci mettiamo noi a cercare le chiavi ed aprire il lucchetto)

Inoltre il prezzo è veramente basso, si parla di 100 yen che non valgono nemmeno 1 euro.

Nell’articolo originale in inglese da JapanProbe trovare anche le immagini del parcheggio robotizzato per auto. Funziona all’incirca con lo stesso meccanismo.

Rimane il fatto che per ora queste cose le possono fare solo in Giappone, qui da noi sarebbe molto difficile dato che se si rompe qualcosa nel meccanismo del robot a quel punto che succede? si rimane tutti a piedi?

 

Articolo originale da JapanProbe.